Il Paese della fisica quantistica

Vignetta dal "Fatto quotidiano" del 31.08.2010

Da quel poco che ne so – mi perdonino gli esperti! – nella fisica quantistica viene rivoluzionato il tradizionale rapporto tra causa ed effetto:
può capitare che causa ed effetto occorrano in un ordine inverso
rispetto a quello tradizionale, ovvero può darsi che vi siano cause
senza effetto oppure, soprattutto, effetti senza causa.

Se a qualcuno questo concetto può apparire ostico o improbabile, può
farsi un’idea pensando all’Italia: da noi capita che vi sia un corrotto
senza corruttore (vedi alla voce “Mills”), e può pure capitare che vi siano delle "puttane" senza puttaniere. Absit iniuria:
l’ho scritto tra virgolette, e vado a spiegare. Leggo infatti nella
stampa di questi giorni, piatta e conformista come al solito, dei
giudizi niente affatto lusinghieri sulle oltre duecento ragazze
scritturate a Roma per fare da parterre di lusso all’ennesima pantomima di Muammar Gheddafi.
E, a questo proposito, l’ironia, il sottile sarcasmo la fanno da
padroni nei servizi della stampa; qui e là fa capolino il moralismo di
bassa lega di chi addita queste ragazze che, secondo questa logica un
po’ maschilista “si vendono” a qualcuno.

Una vecchia barzelletta (forse poco politically correct)
recita più o meno così: “Signorina, lei verrebbe a letto con me per un
miliardo di euro?” “Be’ càspita: un miliardo è veramente tanto.
D’accordo: accetto!”. “E per dieci euro?” “Come ‘per dieci euro’? Ma per
chi mi ha preso?!” “Quello lo abbiamo già stabilito, signorina; adesso
stiamo solo trattando sul prezzo!”.

Allora cos’è vendersi? Quant’è vendersi? È una questione di prezzo? Anche i soldati privati che prestano servizio in Iraq sono stati definiti con lo sprezzante epiteto di “mercenari”,
ma questo non ha impedito a uno di loro di morire con dignità davanti
alle telecamere degli estremisti che l’avevano rapito. I generali
americani sono eroi? Forse solo perché sono pagati di più?

Ma è peggio vendere o comprare? Se uno si vende a Berlusconi diventa un direttore di (tele)giornale o resta un leccaculo?
Dipende forse dal piacere che prova nel farlo? Le ragazze di Roma sono
state pagate tra i cento e i centocinquanta euro per l’intera giornata;
sono state sottoposte a una fila lunga e stressante e, se dobbiamo dare
retta ad alcune voci trapelate, sono state oggetto di un’umiliante
perquisizione da parte delle guardie di sicurezza del dittatore libico.

Quando ho sentito questa notizia ho pensato semplicemente che a Roma e dintorni c’erano duecento ragazze disoccupate, che
hanno approfittato dell’occasione per guadagnare più di quanto
avrebbero guadagnato promuovendo per tre giorni il caffè al supermercato
o dando ripetizioni al CEPU
. Nessuno nega che tra loro possano
esservene alcune che per un miliardo di euro, forse molto di più, forse
molto di meno, avrebbero offerto altre prestazioni. Ma delle intenzioni
non siamo chiamati a dar conto.

A me interessa un altro aspetto: com’è possibile, a fronte di certi
giudizi vomitati dai moralisti della stampa nostrana, che io non abbia
letto altrettante critiche al caro colonnello, tutt’al più rubricato
alla voce ‘folklore‘? Purtroppo non si tratta solo di un buffone che si veste da Michael Jackson nei giorni pari e da Lawrence d’Arabia
in quelli dispari. Non si tratta di un vecchio miliardario eccentrico
con qualche ubbìa, come il vezzo di montare la sua tenda beduina ovunque
vada: si tratta di un dittatore, spietato col suo popolo e ancor più coi richiedenti asilo, il cui paese non ha mai sottoscritto la Convenzione di Ginevra,
che non permette alla stampa e alle organizzazioni umanitarie,
sovranazionali e non governative di entrare nel proprio Paese. Si tratta
di un vecchio maniaco che ama pavoneggiarsi davanti a duecento
fanciulle all’uopo pagate.

Duecento puttane? Forse. Ma il puttaniere, allora, dov’è? Benvenuti nel Paese dove vige la fisica quantistica, il Paese degli effetti senza cause.

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